Cenerai bene da me, mio caro Fabullo
Cenerai bene da me, mio caro Fabullo,
fra pochi giorni, se gli dei ti saranno
favorevoli, se ti porterai appresso
una cena buona ed abbondante
e non senza una leggiadra fanciulla,
il vino, il sale e ogni tipo di divertimento.
Se porterai queste cose, ti ripeto, mio raffinato amico,
cenerai bene; infatti il portafogli
del tuo Catullo è pieno di ragnatele.
ma in cambio riceverai affetto sincero,
sia qualcosa di veramente soave ed elegante ed elegante:
infatti ti farò dono di un profumo
che Venere e tutti gli spiriti dell’amore hanno donato alla mia amata;
e quando tu l’avrai annusato, o Fabullo, pregherai gli dei
che ti facciano tutto naso.
[lang_it]"Cenabis bene apud me" ("cenerai bene da me") era la frase con cui i Romani facevano un invito a cena. In questo caso, però, c'è una sorpresa...
Cenerai bene da me …
Una delle poesie più belle della letteratura mondiale. Rispondendo al gusto per il lepton, di ascendenza callimachea, Catullo costruisce una poesia leggera e breve, ma di un’estetica tanto raffinata da essere d’esempio e monito per tutti i poeti oscuri e incomprensibili avvenire, che scrivono solo per se stessi.