A chi dedico questo mio bel libretto
A chi dedico questo mio bel libretto
appena levigato dalla ruvida pietra pomice?
A te, Cornelio; perché tu eri solito
dare un qualche valore alle mie sciocchezze,
già allora quando hai avuto il coraggio,
unico tra gli Italici, di narrare tutta
la storia in tre libri, dotti, per Giove,
e laboriosi. Perciò prendi questo libretto,
per quello che è e qualunque sia
il suo valore; perché, o Musa, possa
rimanere per più di una generazione.
In questo primo carme con cui si apre la raccolta poetica di Catullo troviamo la dedica a Cornelio Nepote, uno storico romano celebre per aver scritto le biografie di uomini illustri dell'antichità. Ma questa poesia è anche una sorta di manifesto della poetica catulliana: se da una parte le sua è una piccola opera che tratta argomenti leggeri, rispetto alla mole e alla serietà dell'opera di Nepote, lo stile, apparentemente semplice, è invece molto ricercato, ogni parola è soppesata e - come ci dice lo stesso poeta - "levigata con una ruvida pietra pomice".
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